Museo di Ban Chiang. Foto di Kiwiodysee.
Museo di Ban Chiang. Foto di Kiwiodysee.

Ban Chiang è il villaggio che racchiude al suo interno uno dei siti archeologici più importanti del nord-est asiatico, scoperto nel 1957 nella provincia di Udon Thani. Gli scavi iniziati dal 1967 hanno permesso di datare i manufatti trovati tracciando un percorso che va dalla preistoria all’età del ferro, passando per l’età del bronzo; durante quest’ultimo periodo a Ban Chiang l’attività umana era parecchio intensa.

Recenti studi hanno infatti dimostrato che, con molta probabilità, la civiltà sviluppata nel sito è stata la prima a raggiungere la tecnologia che fu poi alla base dell’era del bronzo, intorno al 2.000 avanti Cristo circa. Asce, spade, attrezzi, gioielli, tutto quello che si trova all’interno del fantastico Ban Chiang National Museum è stato prodotto nella stessa zona ed ha contribuito a far luce sull’evoluta civiltà che qui in passato viveva di agricoltura (principalmente riso) e di allevamento, e le cui conoscenze tecnologiche erano apprezzate anche dalla vicina Cina.

L’organizzazione del museo lo rende uno dei migliori dell’intera Thailandia, dove anche i turisti hanno facile accesso alle informazioni attraverso le iscrizioni tradotte anche in lingua inglese. L’ingresso costa circa 150 baht ed è aperto dalle 9:00 sino alle 16:00. Poco lontano dal sito si trova il Wat Pho Si Nai, dove si trova una sorta di piccolo museo a cielo aperto visitabile con lo stesso biglietto acquistato per quello nazionale, e dove sono visibili alcuni resti umani così per come vennero ritrovati.

Ban Chiang National Museum. Foto di Mattes.
Ban Chiang National Museum. Foto di Mattes.

Resti archeologici di migliaia di anni fa oggi raccontano delle evolute usanze funerarie dell’epoca insieme ad un numero incredibile di ceramiche finemente dipinte ritrovate nel sito, il quale dagli anni ’90 è stato incluso nella lista del patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

Il villaggio di Ban Chiang ha conservato una buona parte della sua storia fino ai giorni nostri, sulla scia di un amore per la tradizione che in Thailandia è sempre vivo. Così camminando per le vie del piccolo centro si trovano numerosi negozi pieni di ceramiche dipinte, vasellame lavorato dagli stessi abitanti proprio come avveniva secoli e secoli fa. Questo è uno dei tanti luoghi del paese in cui il tempo passa meno velocemente che nel resto del mondo, in cui ancora si conserva la struttura degli edifici del 1900 con le case in legno, il che lo rende ancor più interessante per passarvi una giornata durante un viaggio nella regione o magari per sostare qui per una notte, in uno dei pochi alloggi disponibili situati nelle vicinanze del museo.

Wat Ban Chiang. Foto di Teerayutt.
Wat Ban Chiang. Foto di Teerayutt.

Di solito i visitatori giungono dalla città di Udon dopo essere atterrati all’aeroporto internazionale di Udon Thani, nell’omonima provincia. Una volta in città bisogna scegliere se spostarsi usando i bus che si trovano nel centro città, dovendo però trovare le coincidenze tra le linee, oppure se cercare un taxi; in quest’ultimo caso è consigliato trattare il prezzo offerto dall’autista che spesso tende ad aumentare durante la stagione turistica, visto che comunque la distanza tra la città di Udon ed il sito archeologico di Ban Chiang è di 50 chilometri circa.

Prendete in considerazione anche i treni, le cui linee collegano il villaggio con le altre località, e che viaggiano sia di giorno che di notte, a prezzi modici ed offrendo comunque un certo comfort. Se si è in possesso di un mezzo proprio basterà percorrere la strada Nittayo n. 22 che unisce Udon Thani a Ban Chiang.

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