Chanthaburi. Foto di Preecha.MJ.
Chanthaburi. Foto di Preecha.MJ.

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Chantaburi, città minore della Thailandia dell’Est, entrò nel 1300 a far parte del regno di Ayutthaya, rimanendovi fino al saccheggio ed alla distruzione della città ad opera dei birmani nel 1700. La provincia è famosa in tutto il mondo per l’estrazione di pietre preziose – tra cui zaffiri e rubini – sui cui si basa gran parte dell’economia locale, e per la ricchezza di frutti tropicali.

L’agricoltura rimane infatti, come in quasi tutto il paese, un’altra importante fonte di sostentamento locale; i frutti tropicali sono abbondanti in tutta la provincia, e in particolare il durian, un frutto raro e molto costoso, trova qui una delle sue terre più fertili. ll durian è così importante per i locali che in suo onore ogni anno a maggio si tiene una grande festa di importanza mondiale che dura più di una settimana. Un’altra fetta del mercato locale è coperta dall’artigianato; legno e tessuti sono le materie prime maggiormente lavorate dagli artigiani che seguono tradizioni vecchie di secoli.

La comunità di Chanthaburi si è sviluppata 300 anni fa sulle rive dell’omonimo fiume, il Mae Nam Chanthaburi (il fiume più lungo dell’intera provincia), dove le tipiche case e i classici negozi in legno sono ancora presenti a rappresentare la storia e la tradizione locale, illustrata in un museo che sorge poco lontano dalla riva del fiume.

La città riflette, dal cibo agli edifici, il mix di culture vietnamita, thai, khmer, mon, cinese e francese. Quest’ultima è stata particolarmente presente verso la fine del 1800 durante gli anni della guerra franco-siamese. La presenza francese è ancora viva, e la testimonianza principale di ciò è la Cattedrale dell’Immacolata Concezione che si trova nel pieno centro città, risultando l’edificio più importante della provincia nonché prova tangibile della fusione tra le diverse culture e religioni. Costruita nel 1909 in stile gotico, la Cattedrale accoglie oggi numerosi cristiani, provenienti soprattutto dal Vietnam.

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