Ko Maak. Foto di Heinz Albers
Ko Maak. Foto di Heinz Albers

Sulla corona che è la Thailandia splende una gemma particolarmente lucente. Ko Maak dista pochi km a sud da Ko Chang, ma la distanza aumenta notevolmente in termini di caratteristiche delle due località. Lo sviluppo quasi selvaggio della seconda è, infatti, pressoché nullo nella prima. La ruralità dell’isola la rende una meta perfetta per chi è alla ricerca di pace e tranquillità a stretto contatto con la natura, dal momento che – nonostante l’approdo di alcuni resort di ultimissima generazione in questi anni – lo sviluppo imprenditoriale del continente arriva qui come una sbiaditissima eco. Tutto ciò rende Ko Maak, tra le altre cose, una destinazione particolarmente adatta alle famiglie, almeno per il momento e per il futuro più prossimo.

Ko Maak, Foto di Robvanvee
Ko Maak, Foto di Robvanvee

Il Sunday Times, noto giornale inglese, pone questa spiaggia di sabbia bianca e ricca di palme fra le dieci più belle al mondo, un risultato di tutto riguardo. L’acqua tiepida e calma caratteristica della zona rende queste spiagge perfette anche per i più piccoli. In alcuni periodi dell’anno, però, una vera e propria piaga assilla questo tipo di sabbia: i notoriamente aggressivi pappataci. Se il vostro soggiorno dovesse coincidere con uno di quei periodi, sarà meglio spostarsi su una delle spiagge di sabbia rossa, libere dai fastidiosissimi insetti, situate nel lato orientale della costa. La spiaggia più grande dell’isola è Ao Kao, mentre Ao Suan Yai garantisce bellissimi e romantici tramonti.

Da tenere d’occhio, le spiagge nascoste dall’acqua blu ceruleo di Ao Phra e Laem Son, nella parte settentrionale dell’isola. Fanno da sfondo a questi incantevoli paesaggi le caratteristiche case rurali dei pescatori e i ristoranti tradizionali sulla costa che servono piatti di pesce fatti in casa. Una particolarità dell’isola è quella di appartenere completamente ai relativamente pochi discendenti di un commerciante cinese di noci di cocco, che ha acquistato l’isola circa un secolo fa. Proprio le noci di cocco sono, insieme agli ananas, i prodotti principali della flora isolana sulla costa, mentre nella parte più centrale dell’isola abbondano alberi della gomma. Le coltivazioni, però, sono una fonte di guadagno secondaria per i locali, che basano la loro economia sul turismo. Nonostante questo, l’agricoltura ha plasmato il profilo dell’isola, nettamente diverso da quello molto più selvaggio delle vicine Ko Chang e Ko Kut.

L’attività principale a Ko Maak è il relax in spiaggia, ma non manca la possibilità per i turisti più dinamici di fare un po’ di snorkeling presso le spiagge più famose o di esplorare l’isola in bicicletta. Sull’isola è presente anche una scuola di windsurf. Se siete amanti dei fornelli, non perdetevi invece i corsi di cucina presso la scuola Koh Maak Seafood.

Ko Maak, Foto di Robvanvee
Ko Maak, Foto di Robvanvee

Attorno a Ko Maak sono presenti numerosi isolotti satellite, tra cui menzioniamo i maggiori: Ko Rayang Nok, Ko Rayang Nay, Ko Kham, e Ko Kradad. Alcuni sono raggiungibili via kayak e a volte addirittura a nuoto, se si è in buona forma, mentre i più distanti sono raggiungibili per mezzo di traghetti al costo di 100 baht.

Come orientarsi

La forma dell’isola ricorda quella di una stella a quattro punte, con la maggior parte dei resort e delle attività commerciali site nella parte occidentale dell’isola. Attraverso strette strade è possibile raggiungere tutte le spiagge, i villaggi e i resort. I circa 30 resort sono tutti in grado di offrire ottime sistemazioni a prezzi vantaggiosi. Per questo motivo per soggiorni tra dicembre e febbraio (alta stagione) sono altamente raccomandate le prenotazioni anticipate. Tra maggio e ottobre le chiusure stagionali fanno sì che alcuni resort offrano tariffe davvero vantaggiose.

Oltre alle strutture di ricezione turistica, sull’isola sono presenti una stazione di polizia e un bancomat.

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