Impronta Sacra di Buddha
Impronta Sacra di Buddha. Foto di: Kittipong khunnen

Durante la stagione secca che va da Gennaio a Marzo, milioni di pellegrini da tutta la Thailandia si radunano nel tempio di Phra Phutthabat per celebrare il Ngan Phrabat (festival dell’impronta sacra), altri pellegrini invece decidono di recarsi in altri maggiori siti religiosi come Doi Suthep a Chiang Mai, Nakhon Si Thammarat e That Phanom.

IL TEMPIO

Il Wat Phra Phutthabat è un tempio Buddhista locato a Saraburi, nella Thailandia Centrale, è uno dei templi più antichi di tutta la nazione, costruito nel 1600 dal Re Songtham di Ayutthaya. Il suo nome, tradotto letteralmente significa tempio dell’impronta di Buddha, perché al suo interno appunto si trova una depressione naturale che i fedeli identificano come un’impronta del Buddha. L’impronta è coperta da una cassa dorata, dentro la cassa l’impronta è ricoperta da strati di foglie d’oro, monete e banconote lasciate da fedeli e visitatori.

LE CELEBRAZIONI

Durante le celebrazioni, che raggiungo il picco nelle due settimane con luna piena, di solito una a inizio Febbraio e l’altra a inizio Marzo, si possono trovare bancarelle di mercanti che vendono souvenir e medicine tradizionali tutt’attorno all’ingresso, andando a formare come una piccola cittadina, anche con la presenza di spettacoli d’intrattenimento tradizionali, show di magia e la presenza di una ruota panoramica.

La fiera rimane comunque un degli eventi religiosi maggiori del paese, prima dell’arrivo dell’ industrializzazione era uno dei momenti clou della vita sociale e culturale per persone di tutte le età e classe sociale; era un importante centro di corteggiamento, per esempio, specialmente per le donne, quando al tempo, la loro libertà era limitata.

Un altro incentivo per le donne a visitare la fiera era la credenza che visitandolo per tre volte si sarebbero assicurate un posto in paradiso, per molte di esse, questa festività diventata un punto fondamentale delle loro vite, in quanto la religione Buddhista non permetteva altri metodi per raggiungere la salvezza.
Durante la sovranità del Rama V (1868-1910) anche il re partecipava ai festeggiamenti, esibendosi in una danza a cavallo di un elefante, per garantirsi un futuro prosperoso e duraturo.

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