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Sukhothai Historical Park. Foto di Paulrudd.
Sukhothai Historical Park. Foto di Paulrudd.

Il famoso parco storico di Sukhothai, dichiarato patrimonio dell’UNESCO, si trova a 13 chilometri in direzione est dalla città e copre una superficie di circa 70 chilometri quadrati. Nessun dubbio sul fascino del sito e sulle sue bellezze; si tratta di un luogo ricco di spiritualità, storia, da visitare con calma, a piedi o in bici, lasciandosi meravigliare da ciò che le rovine dell’antica Thailandia riescono a trasmettere. Chiunque viene colpito dall’unicità del parco storico, non solo i fanatici di storia.

Nel parco sono conservati i resti della capitale dell’antico regno di Sukhothai che dominò per secoli l’intera zona. Racchiude un gran numero di attrazioni al suo interno, e per visitarlo interamente occorrono diverse ore. Il parco è suddivisibile in cinque differenti zone, in quella centrale si trovano ben 21 templi ed il palazzo reale.

Continuando nelle diverse aree si incontreranno gli altri luoghi sacri e perfino le dighe usate per il controllo delle acque durante l’epoca d’oro del regno; in un certo senso la vecchia Sukhothai è come una Pompei thailandese, e tutti i turisti che la visitano capiscono subito perché è così conosciuta. Qui, tra laghi, estesi e verdi prati, verso la fine del XIII secolo, venne costruito il tempio oggi conosciuto come Wat Mahathat, uno dei più importanti del paese così come lo era del regno di Sukhothai, ubicato nella zona centrale del sito storico. Tra le colonne della parte centrale si trovava in origine una statua di bronzo del Buddha, scomparsa poi nel corso del tempo, mentre è ancora ben visibile il chedi centrale a forma di loto.

Poco distante da questo tempio, proseguendo in direzione nord-ovest, si arriva ad uno dei luoghi più belli dell’antica città: il Wat Sa Si, al quale si accede attraversando un piccolo ponte sopra un altrettanto piccolo canale, in quanto si trova sopra un’isola artificiale. Forse non tutti lo fanno, ma una volta raggiunto questo tempio è difficile non soffermarsi un attimo a contemplare ed immaginare come poteva essere l’antica città durante i giorni di celebrazioni religiose, ricca di edifici e di monumenti.

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