Prasat Sikhoraphum, Surin. Foto di Amata Niyomsataya.
Prasat Sikhoraphum, Surin. Foto di Amata Niyomsataya.

Surin, capitale dell’omonima provincia facente parte della regione dell’Isaan nella Thailandia del Nord-Est, si trova a 431 Km a nord-est di Bangkok.

Famosa ai giorni nostri per il caratteristico raduno annuale di elefanti, importante festival che attira turisti e numerosi thailandesi dalle provincie circostanti, la sua storia inizia già nella preistoria, quando la valle del fiume Mun accoglieva le prime comunità di raccoglitori-cacciatori prima ancora del Neolitico.

Evidenze archeologiche testimoniano la presenza di coltivazioni di riso nell’area a partire da oltre 4000 fa. Sono datati all’età del ferro i primi insediamenti stabili della zona, che si svilupparono dando vita alla civiltà Mon-Khmer. Dopo il periodo Dvaravati (VII-XI secolo) la regione dell’Isaan offre dimora all’impero Khmer, di cui Surin era un importante centro militare, tanto da essere chiamata al tempo Banteay Srok, cioè Cittadella o Fortezza della regione. Con il declino dell’impero Khmer (XIII secolo),

Surin subì le sorti di molti altri centri del regno. Ad oggi testimonianze dell’antico splendore sono visibili fra le rovine dei templi e le iscrizioni su roccia, mentre la cultura e persino la lingua della provincia mantengono intatte tradizioni secolari che si perdono nella storia. La zona risorse nel Settecento, al tempo di re Rama I. La leggenda narra che il leader locale aveva omaggiato il futuro re con un rarissimo elefante bianco, venendo in seguito ricompensato con il titolo regale di Luang Surin Phakdi e con la carica di governatore della provincia.

Festival degli elefanti, Surin. Foto di Luc Ockers.
Festival degli elefanti, Surin. Foto di Luc Ockers.

Una volta spostata la città circa 15 km ad ovest dell’antico insediamento, probabilmente per ragioni legate all’approvvigionamento idrico, la stessa venne chiamata Surin in onore del governatore. Surin significa dio Indra (= Signore), una delle maggiori divinità del pantheon induista.

L’annuale raduno di elefanti, con la spettacolare parata nel mese di novembre, è l’evento mondiale più importante legato a questi animali, e attira un gran numero di turisti. Durante il festival potrete ammirare questi maestosi animali – importanti per gli abitanti del luogo che ne hanno fatto collaboratori nel lavoro dei campi – impegnati in attività decisamente insolite, come pittura su tela, partite di calcio e di polo, esibizioni con hula hop.

La provincia di Surin offre inoltre diverse altre possibilità di svago, come i tradizionali mercati e locali notturni, nonché interessanti attrazioni culturali come il Museo Nazionale di Surin, oltre ad essere un ottimo punto di partenza per una visita archeologica alle rovine khmer della zona.

Partendo a piedi dalla stazione ferroviaria e dirigendosi verso sud non sarà difficile raggiungere il centro città col suo mercato tradizionale. Proseguendo verso nord vi troverete sulla Thetsaban 1 Road, dove troverete il centro commerciale di Phetkasem, una serie di ristoranti e un centro di informazioni turistiche. Percorrendo la Thetsaban 1 Road verso est si giunge sulla Jitrbumrung Road, da cui è possibile raggiungere l’ospedale di Surin Ruam Phaet verso est o la stazione degli autobus verso nord.

Surin City Pillar Shine, Surin. Foto di JJ Harrison.
Surin City Pillar Shine, Surin. Foto di JJ Harrison.

In questa zona non mancano locali, bar e ristoranti, così come più ad est su Sirirat Road e Soi Koka. Ad ovest della stazione degli autobus si raggiunge nuovamente la stazione ferroviaria, completando il giro sulla Thanasan Road.

La stazione di polizia si trova verso ovest, sulla Lak Mueang Road, che incrocia con la Jitrbumrung Road. Quest’ultima si trasforma in Route 214, sulla quale si tiene il festival annuale dedicato agli elefanti. Qui si trova anche un mercato notturno e uno stadio locale. Sportelli automatici a banche sono disponibili in tutto il centro città.

Da Surin è possibile prendere un minibus per raggiungere la Cambogia, attraversando il valico Chong Jom – O Smach. Una volta a destinazione potrete proseguire verso Siem Reap, Samraong o Anlong Veng.

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