Monsoon Valley Winery
Monsoon Valley Winery

Sicuramente quando si pensa a dei paesi famosi per il loro vino, i primi a venire in mente sono l’Italia, la Francia o la California, ma la Thailandia? Con il suo clima tropicale e terreno polveroso non si trova di certo in cima alla lista dei posti preferiti dagli appassionati di vino; ma andiamo a conoscere l’esperienza di chi ha fondato una delle case vinicole più famose del paese.

Cocktails e birra Chang non sono più gli unici drink serviti nei rooftop bar di Bangkok. La popolazione cittadina ha una nuova sete, quella per il vino, ma le tasse d’importazione sui vini esteri rendono questo prodotto un lusso che in pochi si possono permettere. Almeno finora.

Incastrata tra le colline di Hua Hin, lontano dalle spiagge sabbiose e dai resort a cinque stelle dalla zona centrale della Thailandia, si trovano i vigneti della Monsoon Valley Wines.

Questa parte della Thailandia, calda e umida, non è certo una scelta ovvia per un vigneto. Si potrebbe dire lo stesso di tutta la nazione, ma questo non ha scoraggiato Chalerm Yoovidhya, che nel 2001 ha fondato la Monsoon Valley Wines.

Yoovidhya, il migliardario thailandese a capo dell’impero Red Bull, ha sempre amato il vino e ha sempre pensato che una vineria sul territorio nazionale avrebbe potuto accelerare la fiorente cultura del vino nel suo paese.

Vigneto Hua Hin
Vigneto Hua Hin

I critici erano molto scettici, sicuri che un vino decente non poteva esser nemmeno prodotto con un caldo del genere, considerando anche l’alto tasso di umidità e il terreno ricco di gesso. Ma Yoovidhya non si è fatto scoraggiare, e oggi la sua vineria si trova tra le etichette con più successo in Asia, con la più grande rete di distributori internazionali.

Ma tutto ciò non è certo stato facile. Fortunatamente Yoovidhya possiede le risorse finanziarie per mettere insieme un team di esperti di vino, includendo Kathrin Puff, nota produttrice di vini tedesca.

Kathrin, che ha studiato viticultura in Spagna e Nuova Zelanda prima di lavorare in Toscana, a preso al volo la possibilità mettersi in discussione lavorando con un marchio nuovo in un paese sconosciuto per i suoi vini.

Da allora la Monsoon Valley Wines ha vinto parecchi premi e riconoscimenti, tra cui l’oro al rinomato Decanter World Wine Awards, grazie al catologo prodotti che annovera vini rossi, bianchi, rosé e frizzanti.

Kathrin divide il suo tempo tra la cantina a Samut Sakhon, a sud di Bangkok, e il vigneto a Hua Hin, divenuto oggi una delle attrazioni turistiche più famose della zona.

Tramonto nel vigneto

I turisti che affollano questo angolo meraviglioso di Hua Hin per sorseggiare vino e prendere il sole non hanno idea delle difficoltà che i produttori di vino thailandesi devono affrontare. Sorprendentemente, il problema più grande non è il clima, ma, come evidenziato da Kathrin, sono le malattie e parassiti dell’area, a lei sconosciuti durante le sue esperienza precedenti in Italia e Nuova Zelanda.

Il marchio sta lavorando con un’università tedesca per sviluppare un tipo di vite che possa resistere alle estati bollenti e alle umidissime stagioni delle piogge.

“L’ostacolo più grande sono le tasse tasse alte sul vino”, afferma Kathrin. “Le accise locali sono altissime, sia per i produttori locali che esteri. Quindi il vino thailandese resta comunque caro comparato ad altri vini locali nelle loro zone di produzione. Un altro ostacolo è portato dalle piante tropicali che crescono continuamente ed in fretta, impedendoci la meccanizzazione del vigneto. Anche nello stesso filare, queste piante (come banane selvatiche o simili) possono avere altezza e maturazione diverse, e quindi non potremo mai usare un macchinario per la vendemmia, sia per problemi di posto, che per la diversa maturazione dei grappoli, essendo che queste piante selvatiche possono rallentare la maturazione degli acini.”

Un altro ostacolo è stato il personale: “In Thailandia è difficile trovare persone con conoscenza della coltivazione dell’uva. Come lo è anche trovare persone disposte a lavorare all’aperto sotto il sole tutto il giorno.”

Comunque gli sforzi di Yoovidhya sono stati ripagati. La Monsoon Valley poteva esser vista inizialmente come un hobby di un amante del vino con troppi soldi, ma la bacheca di premi ricevuti esprime a pieno il suo successo. Qualcosa per cui vale sicuramente la pena fare un brindisi!

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